Notti bianche

Dopo l’esperienza dello scorso anno, è forte in me la tentazione di boicottare alla grande la seconda “Notte delle Streghe”, in programma stasera a Benevento. Non perché non ne riconosca gli effetti positivi e i buoni propositi, ma perché a mio umile parere lo scorso anno si è un po’ esagerato con il nazional-popolare, trasformando quello che io vedo come un grande salotto all’aperto, ossia il corso Garibaldi, in una specie di micro-Madonna delle Grazie senza venditori di pentole e coltelli. Pur apprezzando la comodità di poter mangiare una spiga bollita (a’ pullanghèll’) in centro, sapere che l’evento clou di quella Notte delle Streghe sarebbe dovuto essere il concerto di Rosario Miraggio, non riuscì a far scemare la mia “perplessità” (eufemismo).

La premessa polemica era per introdurre e segnalare l’evento, previsto altresì per questo sabato, “Una notte al museo”, iniziativa del Ministero dei Beni e le Attività Culturali che apre le porte a musei e siti archeologici in tutta Italia, gratuitamente, dalle 20.00 alle 24.00. Giusto un paio di nomi, limitatamente alla Campania: Reggia di Caserta, Pompei, Ercolano, Museo Archeologico e Museo di Capodimonte a Napoli.

Magari ne parliamo dal vivo stasera per strada, mentre sgranocchiamo due noccioline davanti alla chiesa di Santa Sofia.

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All Emilia Is Love: il multiforme talento di John Lennon in mostra a Modena e Bologna

Dici John Lennon e pensi ai Beatles, a “Imagine”, a Yoko Ono, probabilmente la cittadina nipponica più odiata nella storia moderna del già Cipango. In questa sede mi permetto di segnalare invece tre appuntamenti emiliani dedicati alle forme artistiche meno note, con cui John Lennon si cimentò nel corso della sua vita. E lo faccio perché, anche se non ci posso andare, sostanzialmente so avere anch’io dei momenti di magnanimità, incastrati tra due di rosicamento acuto.

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Cominciamo con All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer, in corso alla Galleria Civica di Modena (ingresso gratuito), che sta avendo un successo tale, da ottenere una proroga fino al prossimo 3 Novembre. Lennon dimostrò fin da giovane un multiforme talento artistico, studiando – con discontinuità – al Liverpool College of Art, ma solo dopo l’incontro con Yoko Ono egli si dedicò alla sperimentazione con espressioni diverse dalla musica. Presenti nel catalogo della mostra il celebre nudo di John e Yoko, ritratti da Annie Leibovitz per la copertina del magazine Rolling Stones, la cartella “Bag One”, quattordici litografie ritraenti momenti anche molto intimi della coppia, pensate da John come regalo di nozze per la sua sposa, i video “Smile”, “Rape”, “Fly”, “Up Your Legs”.

Due appuntamenti a Bologna dedicati all’ex Beatle, in occasione di Artelibro – Festival del libro d’arte.

Al Museo internazionale e biblioteca della musica della città felsinea, fino al 20 Ottobre, troviamo Literary Lennon. John Lennon scrittore, dedicata appunto ai libri scritti da Lennon. Tra questi, la raccolta “d’esordio”, In His Own Write, divenne un vero e proprio best seller. L’esposizione è organizzata seguendo un filo cronologico, fino alle produzioni postume e ai testi che scrisse per il teatro, o a quattro mani con Yoko Ono. E’ possibile anche vedere alcuni filmati degli anni ’60 in cui Lennon legge i propri scritti.

bruno-vagnini-john-yoko-1969Infine alla ONO Arte Contemporanea, sempre a Bologna e fino al 5 ottobre, John Lennon suite 1742. Fotografie di Bruno Vagnini. I trenta celebri scatti esposti sono del fotografo Bruno Vagnini e furono realizzati al Queen Elizabeth Hotel di Montreal, durante il secondo Bed-In, una forma di protesta non violenta da parte di Lennon e Ono, già sperimentata con successo ad Amsterdam durante la loro luna di miele. Vagnini, che era lì solo perché invitato da un amico, aveva con sé un unico rullino in bianco e nero, e aveva utilizzato una parte dei scatti a sua disposizione per ritrarre Kyoko, la figlia della coppia, ancor prima di accedere alla suite che ospitava Lennon o Ono.

(Articolo pubblicato su studentcommunity.it, presto online)

Polignano a mare

Polignano a marePolignano a marePolignano a marePolignano a marePolignano a marePolignano a mare
Polignano a mare

Polignano a mare, un set su Flickr.

Al di là dei miei seri problemi – ma ti puoi recare nel paese che ha dato i natali a Domenico Modugno con la t-shirt di Bruce Springsteen!?!??! – il centro storico di Polignano a mare è davvero una piccola perla in bilico sull’Adriatico, quasi a volervisi gettare a strapiombo.
Roccia scavata, pietra su pietra.
Se si eccettua la chiesa di Santa Maria dell’Assunta, con la sua facciata romanica e i maestosi interni in barocco, non ci si può permettere alcuna monumentalità: non c’è posto, il mare è vertiginosamente vicino. Tra quelle viuzze, dove una lingua tagliente di vento prova ad infilarsi dopo aver increspato il mare, si ha davvero la sensazione che il tempo scorra più lentamente.
Ed infatti, particolarmente felice e consona è stata la scelta di dipingere, su una rampa di scale, la seguente frase del poeta indiano Tagore: “La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta”.