All Emilia Is Love: il multiforme talento di John Lennon in mostra a Modena e Bologna

Dici John Lennon e pensi ai Beatles, a “Imagine”, a Yoko Ono, probabilmente la cittadina nipponica più odiata nella storia moderna del già Cipango. In questa sede mi permetto di segnalare invece tre appuntamenti emiliani dedicati alle forme artistiche meno note, con cui John Lennon si cimentò nel corso della sua vita. E lo faccio perché, anche se non ci posso andare, sostanzialmente so avere anch’io dei momenti di magnanimità, incastrati tra due di rosicamento acuto.

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Cominciamo con All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer, in corso alla Galleria Civica di Modena (ingresso gratuito), che sta avendo un successo tale, da ottenere una proroga fino al prossimo 3 Novembre. Lennon dimostrò fin da giovane un multiforme talento artistico, studiando – con discontinuità – al Liverpool College of Art, ma solo dopo l’incontro con Yoko Ono egli si dedicò alla sperimentazione con espressioni diverse dalla musica. Presenti nel catalogo della mostra il celebre nudo di John e Yoko, ritratti da Annie Leibovitz per la copertina del magazine Rolling Stones, la cartella “Bag One”, quattordici litografie ritraenti momenti anche molto intimi della coppia, pensate da John come regalo di nozze per la sua sposa, i video “Smile”, “Rape”, “Fly”, “Up Your Legs”.

Due appuntamenti a Bologna dedicati all’ex Beatle, in occasione di Artelibro – Festival del libro d’arte.

Al Museo internazionale e biblioteca della musica della città felsinea, fino al 20 Ottobre, troviamo Literary Lennon. John Lennon scrittore, dedicata appunto ai libri scritti da Lennon. Tra questi, la raccolta “d’esordio”, In His Own Write, divenne un vero e proprio best seller. L’esposizione è organizzata seguendo un filo cronologico, fino alle produzioni postume e ai testi che scrisse per il teatro, o a quattro mani con Yoko Ono. E’ possibile anche vedere alcuni filmati degli anni ’60 in cui Lennon legge i propri scritti.

bruno-vagnini-john-yoko-1969Infine alla ONO Arte Contemporanea, sempre a Bologna e fino al 5 ottobre, John Lennon suite 1742. Fotografie di Bruno Vagnini. I trenta celebri scatti esposti sono del fotografo Bruno Vagnini e furono realizzati al Queen Elizabeth Hotel di Montreal, durante il secondo Bed-In, una forma di protesta non violenta da parte di Lennon e Ono, già sperimentata con successo ad Amsterdam durante la loro luna di miele. Vagnini, che era lì solo perché invitato da un amico, aveva con sé un unico rullino in bianco e nero, e aveva utilizzato una parte dei scatti a sua disposizione per ritrarre Kyoko, la figlia della coppia, ancor prima di accedere alla suite che ospitava Lennon o Ono.

(Articolo pubblicato su studentcommunity.it, presto online)

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4 Marzo “A modo mio”

I grandi artisti, prima di lasciarci, sempre maledettamente troppo presto, dovrebbero inserire una clausola nel proprio testamento del tipo: “Non voglio concerti-tributo. Rispettate questa mia volontà”. Quantomeno, se proprio non volessero essere così drastici, sempre nel testamento, dovrebbero sottoporre ad alcune condizioni, la possibilità di un concerto-tributo, stilando un elenco di persone ritenute idonee per l’esecuzione dei brani.

Avendo ascoltato quattro volte dal vivo Lucio Dalla, le ultime due ormai tre anni fa nella stupenda tournée insieme a Francesco De Gregori – da brividi quelle tre ore di concerto del “Work In Progress Tour” – non posso chiaramente accontentarmi di veder sul palco lo stimabilissimo Samuele Bersani, cantare da cani “Canzone”, delle cui parole custodisce peraltro la progenie. Se poi Gigi D’Alessio intona “Disperato Erotico Stomp”, a quel punto io farei aprire un fascicolo alla Procura delle Repubblica di Bologna, per oltraggio alla salma di Lucio Dalla.

Facciamo allora che il 4 Marzo lo celebro “a modo mio”, come Lucio faceva cantare al pubblico durante l’esecuzione di “Piazza Grande”.