Sopraffatti dall’incredulità

È successo tutto troppo in fretta. Ho faticato a spiegare a chi non fosse di Benevento, come mai avessi avuto l’impressione – e non sono l’unico – che la festa per la promozione di quest’anno fosse stata meno delirante e quasi più composta di quella per la conquista della serie B.
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“Resistere non serve a niente”, le mafie come nuovo Leviatano

Di Resistere non serve a niente, mi aveva subito colpito la trama, che affonda le unghie nella carne cruda della realtà finanziarizzata. I prezzolati elogi al ninfeo di villa Giulia e la proclamazione di Walter Siti, quale vincitore del premio Strega 2013, mi hanno definitivamente convinto a comprare il romanzo (alla modica cifra di euro 3 in formato ebook). Metterei questo libro idealmente accanto al capolavoro di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza: l’ineluttabile inaridimento morale della società, la vacuità di certe esistenze umane, pur adagiate nello sfarzo più ostentato, che si scorge nelle conversazioni dei salotti dei più nobili palazzi del centro di Roma, la mercificazione della carne, l’abbattimento progressivo della linea Maginot tra le categorie di Bene e Male. Analogie, quelle tra il libro e il film, anche a livello di critiche – a volerne proprio trovare con pignoleria una: entrambi sono eccessivamente densi di filoni, spunti e contenuti che ne facilitano la completa metabolizzazione, e il conseguente apprezzamento, solo dopo una seconda lettura/visione.

ImmagineLA TRAMA – Siti, è il primo a sdoppiare sé stesso per trasferirsi nelle pagine del suo romanzo e guidare virgilianamente il lettore in una torbida realtà, tutt’altro che sotterranea o nascosta al pubblico, attraverso un doppio binario di scrittura, tra narrativa e saggio. Egli ha il compito di raccogliere in un libro la vita di Tommaso, mago della finanza che ha accumulato fortuna e successo con il trading online, cresciuto obeso ed emarginato in una borgata della periferia capitolina, e successivamente affrancatosi prima dallo stigma estetico, con un’operazione di chirurgia plastica, e poi da una misera esistenza grazie al talento per la matematica, la statistica e le probabilità. Un’ascesa sostenuta dalla criminalità organizzata, che intravede nel ragazzo un potenziale Mozart della finanza. I primi due terzi del romanzo, snocciolano l’intreccio della carriera e della travagliata e libertina vita sentimentale del protagonista, diviso tra una modella sulla quale Tommaso crede di poter avere un diritto esclusivo di possesso, in virtù di un profumato contratto, e una scrittrice impegnata, personaggio positivo del tutto avulso da quel mondo, che non esita infatti a mollarlo, una volta scoperta la sua vera professione, prima che il libro si trasformi in una specie di saggio di macroeconomia ed economia delle organizzazioni criminali.

TEORIA DI UN NUOVO ORDINE MONDIALE – Una deviazione digressiva che è il principale filone di critica nei confronti dell’autore, anche perché effettivamente le pagine diventano più difficili da digerire se si è completamente all’oscuro, e sostanzialmente privi di interesse, su tali argomenti.  Finanza e criminalità: un intreccio divenuto inestricabile, oltre che imprescindibile. La cosiddetta “zona grigia” si è ampliata in proporzioni così vaste a livello globale, tali da liquefare il confine fra Bene e Male, buona e cattiva finanza, tutti asserviti all’unico dio e motore primo delle relazioni umane, ossia il denaro. Enormi flussi di denaro mossi via internet nel giro di pochi secondi hanno allargato il gap e la disuguaglianza tra gli individui nella loro capacità di accedere alle informazioni, lo scrigno del tesoro che poi determina la formulazione delle aspettative degli agenti economici. Ma a questo punto, se al privato cittadino è praticamente preclusa la partecipazione e l’influenza nel dibattito sui beni comuni, è lo stesso istituto della democrazia a perdere senso, ridotto a “dio morto della modernità”, “idolo di cartapesta”, decantato dai politologi nella sua illusoria auto-rigenerazione in forma di urna elettorale, dal sapore amaro di un requiem.

Le implicazioni sono però ancora più sconvolgenti. Se la recente crisi recessiva globale ha dimostrato che ormai i tradizionali attori politici (governi nazionali, istituzioni politiche e finanziarie sopranazionali, grandi gruppi bancari, società finanziarie) sempre più a stento riescono a tenere ferma la barra di manovra  dell’ordine economico mondiale, perché privi delle necessarie risorse – economiche e di leadership – allora una nuova oligarchia “illuminata” può legittimamente aspirarsi a sostituirsi al timone. Perché la criminalità non si limita a far tesoro di una informazione, prevedendo lo sviluppo dei fatti. Si adopera perché le profezie si auto-avverino. Del resto “se uno spacciatore che puntando sul terrore dell’astinenza guadagna centomila euro al mese, perché dovrebbe sentirsi diverso dal chirurgo di una clinica privata che puntando sulla paura del dolore ne guadagna ottantamila?”. E se “la passione vale solo per le cifre che movimenta, e crea un baratro economico tra chi la prova e chi la sfrutta, non è già saltato qualunque principio di democrazia?”.

Dopo aver provato l’ebbrezza di due secoli di Rivoluzione Industriale, sotto il velo del consumismo l’umanità si appresterebbe dunque a tornare ad un sistema basato sulle caste. Resistere non serve a niente perché “l’umanità non vuole accettare quel che lei stessa ha scoperto: che la vita non dipende dall’amore, che i sentimenti sono essudati della biologia, che l’individuo non è più laboratorio di nulla e che il mercato è in grado di fornire l’intero kit per un’individualità fai-da-te”.

Un elogio, in conclusione, merita certamente Walter Siti, il quale con numerosi artifizi di stile e un linguaggio scarno, crudo, d’impatto, anche brutalmente volgare quando necessario, riesce a rendere ancora più inquietante questa apocalittica deriva retrograda dell’ordine sociale.

Infine, una mini-raccolta di frasi tratte dal libro:

“La residua dignità dell’involucro carnale consiste nel suo essere il punto d’incontro tra il biologico e lo psichico, anzi la faccia più visibile di un unico congegno psicosomatico. Ogni atto sessuale è anche un atto emozionale e conoscitivo […]”

“Non si penetra davvero la bellezza, come non si riesce a passare sotto l’arcobaleno.”

“Se non l’hai respirato da piccolo, metabolizzato con le proteine della crescita, il denaro non allevia la solitudine – il denaro diventa vita concreta se si tramuta in divino oblio, in gare oziose, educazione, tenute, cani.”

“L’individuo non più il “soggetto qualificato” di cui parlava l’empirismo inglese; proprio il debito informativo (cui nessuno ha il coraggio di sottrarsi) rende chimerica per i privati qualunque decisione consapevole sul bene comune. Se finisce l’individuo moderno, nemmeno il suo corollario, cioè la democrazia, ha più senso.”

“La democrazia è il dio morto della modernità che sopravvive come idolo di cartapesta.”

“Le oligarchie implicite devono uscire allo scoperto, il progresso economico non è obbligatoriamente legato all’uguaglianza dei diritti né la solidarietà presuppone l’assenza di sovrani.”

“Uno spacciatore che puntando sul terrore dell’astinenza guadagna centomila euro al mese, perché dovrebbe sentirsi diverso dal chirurgo di una clinica privata che puntando sulla paura del dolore ne guadagna ottantamila? Se la passione vale solo per le cifre che movimenta, e crea un baratro economico tra chi la prova e chi la sfrutta, non è già saltato qualunque principio di democrazia?”

“Il bello del trading online è che non vedi neanche le facce di quelli che stai fottendo.”

“Ripartiamo da zero, vuoi? Con il peggio già sul tavolo.”